{"id":2086,"date":"2021-06-16T13:52:27","date_gmt":"2021-06-16T11:52:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?p=2086"},"modified":"2021-09-06T23:59:02","modified_gmt":"2021-09-06T21:59:02","slug":"regredire-al-ruolo-di-primati-di-spillaman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/regredire-al-ruolo-di-primati-di-spillaman\/","title":{"rendered":"&#8216;Regredire al ruolo di primati&#8217; di Spillaman"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Da <\/em><strong>Bologna continua &#8211; Dall&#8217;<em>Xm<\/em> all&#8217;Appennino<\/strong> <em>di Paolo Spillaman Ferrandi, abbiamo pensato di offrirvi questo splendido racconto, come testimonianza di quel percorso che dalla citt\u00e0 &#8211; <\/em>una citt\u00e0 comunque intesa in un certo modo &#8211; <em>porta alla montagna. L&#8217;ulivo, affezionato epidemico, accompagna Paolo e chi come lui verso gli appuntamenti frammentati ma fertili di straordinari gruppi umani, diversi, piccoli.  <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2088\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_0512-1440x960.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap has-text-align-left\" style=\"text-align: justify;\">La triangolazione Lombardia \u2013 Bologna \u2013 Valle degli Elfi dava gia\u0300 frutti gustosi, ma le mappe aspettavano altri punti saldi da fissare, e le mie mani ancora troppo poco callose avevano altre scuole da frequentare. L\u2019olivocoltura entro\u0300 per caso nella mia vita, per rimanerci: grazie ad Enea.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo trovai a Balzolino una primavera, che era gia\u0300 li\u0300 da un po\u2019. Ci era arrivato in cerca di qualcosa di piu\u0300, come tutti. Era un veneto veramente molto giovane &#8211; avra\u0300 forse avuto 19 anni &#8211; ma con un sacco di esperienza e di capacita\u0300. Era uscito dalla scuola Waldorf steineriana (1), e si vedeva. Non sono seguace dell\u2019antroposofia, ma le scuole che la insegnano sicuramente hanno un pregio: preparano su materie pratiche come falegnameria e lavori manuali, orticoltura e botanica, cucina e cucito, musica e arte e chi le ha frequentate in genere si nota per la dimestichezza con la praticita\u0300 manuale e per l\u2019equilibro nelle relazioni. Enea poi aveva certe qualita\u0300 sue, non aveva imparato tutto a scuola: era ballerino di neufolk, sognatore, l\u2019animo leggero e il cuore resistente. Diventammo amici quasi subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la mungitura delle capre, qualche giretto in altri villaggi elfici con Pace e Bene e le notturne di scacchi con l\u2019invincibile Rambovic, che sotto la severita\u0300 e la rudezza nascondeva tutto sommato una natura comunitaria, Enea mi propose un lavoro: \u201cC\u2019e\u0300 una signora in Chianti che ha delle olive da raccogliere, ci andiamo io e un\u2019amica. Vieni anche tu? La paga e\u0300 meta\u0300 del raccolto, ci da\u0300 ospitalita\u0300, il lavoro dura circa due settimane\u201d. E perche\u0300 no?<br \/>In ottobre partimmo per San Polo in Chianti, un piccolo centro tra le colline piu\u0300 desiderate al mondo che vive di olio, vino, turismo e campanilismo fratricida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Panda con gli zaini legati sul portapacchi affronto\u0300 senza tentennamenti la vecchia A1 quando ancora ne Tav ne\u0301 Variante di Valico avevano iniziato a violentare l\u2019Appennino. La signora del podere era moglie di un dentista, e per passione teneva dietro a diversi uliveti e \u2013 non solo per passione \u2013 a due appartamentini perfetti da affittare ai turisti. In uno di questi ci sistemammo, e il lavoro lo imparammo in fretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raccogliere le olive e\u0300 meditazione. Ci fa regredire al ruolo di primati, arrampicati sugli alberi tra le foglie, e da quell\u2019anno fu un appuntamento fisso dapprima in Chianti, poi sul Monte Pisano. L\u2019unico tipo di raccolta interessante, meditativa e adatta a chi lo fa per scelta e per ricerca, oltre che per lavoro, e\u0300 quella manuale. Abbacchiatori, trattori e altri strumenti a motore o elettrici servono per rendere il lavoro piu\u0300 remunerativo ma stancante, noioso e per nulla poetico. Rastrellini e pinze Ciani (2) sono gli unici dispositivi consentiti, oltre a delle reti buone e a un seghetto bene affilato. La scala e\u0300 per dilettanti, e noi lo saremmo stati davvero poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Chianti e in tutto il centro Italia non si dispongono le reti su tutte le terrazze in anticipo &#8211; come ad esempio e\u0300 d\u2019uso in Liguria &#8211; aspettando la cascola naturale delle olive. Inoltre, essendo quasi tutti i terreni terrazzati, non e\u0300 possibile procedere alla scuotitura albero per albero con un braccio meccanico collegato a un trattore &#8211; come si fa ad esempio in Puglia o nella penisola iberica &#8211; generando un olio extravergine vendibile anche a tre euro al litro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La raccolta manuale e\u0300 il metodo piu\u0300 semplice e meno invasivo; piu\u0300 delicato e rispettoso dell\u2019albero rispetto agli abbacchiatori elettrici, che tendono ad ammaccare le olive e a danneggiare le fronde sottili. L\u2019olio brucato a mano e franto in giornata e\u0300 un\u2019eccellenza, e la differenza si sente. Un\u2019eccellenza zen, che inizia con la posa delle reti. Il retista e\u0300 un ruolo raffinato e indispensabile: senza un buon retista si rischia di perdere parte del raccolto. E\u0300 un pezzo unico, come il portiere in una squadra di calcio. Del resto anche il portiere si occupa di reti, per lui nessuna palla deve entrare; per l\u2019altro nessuna oliva deve uscire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"854\" height=\"436\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2094\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-4.jpg 854w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-4-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-4-768x392.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-4-16x8.jpg 16w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #525050; font-size: 11px;\">Foto di J\u00e0nos Chial\u00e0. www.postphotography.eu <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap has-text-align-left has-normal-font-size\" style=\"text-align: justify;\">Ogni oliva, una goccia d\u2019olio. Ogni oliva, una goccia d\u2019olio. Dopo tre mesi di raccolta, ogni fottuta merdosissima oliva marcia diventa comunque una lurida odiosa goccia d\u2019olio; a quel punto quasi due, dato che a maggior maturazione corrisponde una maggiore resa in percentuale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Il retista e\u0300 un elemento a se\u0301 nella squadra di raccoglitori. Non e\u0300 detto che non sia intercambiabile, certo. Anche un centravanti potrebbe riuscire con successo a parare qualche cannonata. Ma un buon retista &#8211; modestie a parte &#8211; e\u0300 l\u2019elemento vincente di una squadra. Ne pianifica il lavoro. Mentre i raccoglitori sono impegnati sulle reti gia\u0300 stese, lui e\u0300 gia\u0300 avanti di almeno tre alberi, da solo, concentrato nel creare la sua opera ingegneristica transitoria esprimendo in quel momento il massimo della genialita\u0300. Capace di vincere dislivelli impronunciabili e di sagomare la sua vittoria intorno ad alberi cosi\u0300 antichi e contorti che dovrebbero essere catalogati come monumento nazionale. Il tutto, con l\u2019occhio sempre vigile sulla squadra di raccoglitori che lo segue, perche\u0301 sarebbe una ignominia per lui far trovare al loro lento procedere il lavoro non finito. La squadra di raccoglitori lascia dietro di se\u0301 una scia di alberi spogliati da tutte le olive, che giacciono sulle reti. E\u2019 compito soprattutto del retista disfare il suo lavoro portando a compimento, con un sistema di rotolamento e accumulo, la missione finale: far scivolare tutte le olive nelle loro cassette di plastica. Possibilmente con il minor numero di foglie \u2013 e di altri corpi estranei, tra cui le bozze legnose della rogna dell\u2019olivo che inevitabilmente si mischiano al prodotto pregiato \u2013 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le reti liberate dalle olive verranno portate avanti ad arredare nuovi alberi carichi di prodotto, in un avanzare felino e felpato che conosce tregua solo nei rari giorni di pioggia. Parlo del ruolo fondamentale dei retisti con questa enfasi perche\u0300 &#8211; modestamente &#8211; possiedo il patentino virtuale di retista rilasciato da Rambovic, esperto raccoglitore dai tempi di Leonid Il\u2019ic\u030c Brez\u030cnev (3). Non fa curriculum nel mondo reale, ma vale come laurea triennale nel mio mondo reale, che durera\u0300 di certo piu\u0300 a lungo di questa tabula rasa mercificata antropocenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quei primi giorni a contatto con gli ulivi non avevo ancora definito bene il mio ruolo, che era quindi intercambiabile. Ma ero gia\u0300 innamorato dell\u2019ulivo in se\u0301. Un albero generoso, che da\u0300 un prodotto incredibilmente prezioso, utile e salutare come l\u2019olio extravergine di oliva ma da\u0300 anche legna in quantita\u0300: una legna che essendo ricca di oleina brucia bene da subito, senza bisogno di doverla stagionare. Ma il piu\u0300 grande dono che fa ancora l\u2019olivo a chi ci ha a che fare nel momento della raccolta, e\u0300 accoglierti tra i rami e tenerti un po\u2019 con se\u0301.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I periodi di raccolta delle olive erano per me momenti di rigenerazione fisica e mentale. Tra le foglie, cullato dal rumore ritmico del rastrello o della pinza Ciani che pettina ogni ramo con un dolce fruscio, potevo lanciare lo sguardo lontano tra le colline del Chianti verso Figline Valdarno o nella piana pisana fino alle gru del porto di Livorno e al mare; guardare l\u2019Elba oltre il blu tirrenico e nei giorni fortunati indovinare una striscia di terra all\u2019orizzonte, la Corsica. Cantare con gli amici. E poi mangiare seduti sull\u2019erba, e fumare una canna in santa pace. Sentirsi benedetti. Fisicamente, era una ginnastica stagionale. Tonificare il corpo sotto il sole di novembre quando al di la\u0300 dell\u2019Appennino era gia\u0300 autunno inoltrato, un autunno di maglioni. Un po\u2019 di regolarita\u0300 in una vita sregolata: musica e amicizia e perche\u0301 no, alla fine, anche un po\u2019 di soldi in tasca guadagnati con la coscienza pulita e l\u2019onesta\u0300 del bracciante agricolo. Scarpe grosse, cervello fino.<\/p>\n\n\n\n<p>Note:\u00a0<\/p>\n<p>(1) nota: La pedagogia Waldorf o steineriana e\u0300 un approccio educativo sviluppato a partire dal 1919 su indicazioni di Rudolf Steiner, una disciplina pseudoscientifica molto in voga in ambiente freak e non solo: i figli di Silvio Berlusconi, tanto per fare un esempio tra i tanti, hanno frequentato la scuola steineriana di Milano.<\/p>\n<p>(2) nota: Pinza raccogli-olive brevettata. Ideata e prodotta per decenni da una piccola ditta a conduzione famigliare, e\u0300 un arnese cosi\u0300 perfetto per il suo compito che l\u2019ideatore dovrebbe essere insignito del Nobel per la meccanica.<\/p>\n<p>(3) nota: Segretario generale del Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica dal 1964 al 1982.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Il testo \u00e8 edito da Calamaro Edizioni, con la prefazione di Wolf Bukowski, ed \u00e8 acquistabile al prezzo di 12\u20ac.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-1024x724.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2089\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-1024x724.jpeg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-300x212.jpeg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-768x543.jpeg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-1536x1086.jpeg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-16x12.jpeg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30-1440x1018.jpeg 1440w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/WhatsApp-Image-2021-06-16-at-11.13.30.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":2088,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[124,213,210,212],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2086"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2097,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions\/2097"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}