{"id":1890,"date":"2021-03-14T23:41:38","date_gmt":"2021-03-14T21:41:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?p=1890"},"modified":"2021-09-06T23:59:41","modified_gmt":"2021-09-06T21:59:41","slug":"kudzu-in-scatola-studio-parasite-di-aria-dean","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/kudzu-in-scatola-studio-parasite-di-aria-dean\/","title":{"rendered":"Kudzu in Scatola: Studio Parasite di Aria Dean"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"616\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-1024x616.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1903\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-1024x616.png 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-300x180.png 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-768x462.png 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-1536x923.png 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-16x10.png 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08-1440x866.png 1440w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Screenshot-2021-03-14-at-18.25.08.png 1790w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em><sub>Foto: Kerry Britton\/U.S. Forest Service\/USDA [CC BY 2.0]\/Flickr<\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il Kudzu<\/strong> (<em>Pueraria montana<\/em>&nbsp;var.&nbsp;<em>Lobata)<\/em> \u00e8 una pianta rampicante perenne nativa dell\u2019Asia Orientale. Viene introdotta per la prima volta negli Stati Uniti allo scopo di abbellire &#8211; e ricoprire &#8211; il padiglione giapponese alla <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Centennial_Exposition\" target=\"_blank\">Centennial Exposition<\/a><\/em> di Philadelphia nel 1876. Negli anni 30\u2019 e 40\u2019 del secolo successivo la rigogliosit\u00e0 di questa pianta trover\u00e0 anche altri utilizzi, inizier\u00e0 ad essere usata nella produzione di mangime per bestiame a basso costo e per ricoprire i suoli, al fine di prevenire la loro erosione. Infatti, il \u2018ricoprire\u2019, sar\u00e0 un qualcosa che il Kudzu continuer\u00e0 a fare anche quando la pianta smetter\u00e0 di essere utilizzata in agricoltura e zootecnia. Da l\u00ec in poi il Kudzu inizier\u00e0 a ricoprire un po&#8217; tutto. Aiutata dal favorevole clima subtropicale degli stati del golfo, questa rampicante &#8216;aliena&#8217; inizia a competere con la flora &#8216;nativa&#8217;, ammantandola, privandola interamente dei raggi solari, facendo lentamente decomporre le piante che ricopriva. Se provate a cercare il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=kudzu&amp;newwindow=1&amp;sxsrf=ALeKk01ylSqxyVeWn18_tVYExRoe-lNZ6A:1615739325488&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;biw=1440&amp;bih=789\" target=\"_blank\">Kudzu<\/a> su Google vedrete immagini di vecchi ponti, edifici ed auto abbandonate, interi paesaggi, alberi, cespugli, radure, tutte completamente ammantate, interamente ricoperte da questa rampicante. Si pu\u00f2 immaginare perch\u00e9 ci interessi tanto. Il Kudzu \u00e8 una biologia ferale che crea ecologie ferali &#8211; \u00e8 una vita non-umana che, nell&#8217;entrare in contatto con le infrastrutture umane (in questo caso il trasporto transcontinentale e i suoi successivi utilizzi agrotecnici e zootecnici), diviene incontrollabile e deleteria per le altre vite non-umane (e umane). Al Kudzu, tra l&#8217;altro, sono dedicati due articoli nel Feral Atlas (Tsing et al. 2020) (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/feralatlas.supdigital.org\/poster\/kudzu-pueraria-montana-history-physiology-and-ecology-combine-to-make-a-major-ecosystem-threat\" target=\"_blank\">qui<\/a> e <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/feralatlas.supdigital.org\/poster\/for-a-hot-and-humid-summer-i-traveled-through-georgia-alabama-and-south\" target=\"_blank\">qui<\/a>). Ulteriormente, la &#8216;feralit\u00e0&#8217; stessa del Kudzu \u00e8 a sua volta al centro di una <a href=\"https:\/\/www.vox.com\/2015\/8\/25\/9207203\/kudzu-invasive-species\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">controversia<\/a> scientifica, che divide le comunit\u00e0 di ricerca tra chi sostiene che questa pianta si stia lentamente &#8220;mangiando il Sud [degli Stati Uniti]&#8221; e chi invece sostiene che non sia molto pi\u00f9 pericolosa di altre specie invasive.<\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Aria_Dean\" target=\"_blank\">Aria Dean<\/a> \u00e8 un\u2019artista, critica e curatrice che vive tra New York e Los Angeles. \u201cStudio Parasite\u201d \u00e8 l\u2019opera che Cory Scozzari e il suo progetto <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/cordova.gallery\/\" target=\"_blank\">CORDOVA<\/a> ha portato a Barcellona nel barrio La Marina del Prat Vermell, un&#8217;esposizione artistica &#8220;dedicata al Kudzu&#8221;. Arrivati a quella che pensavamo fosse la destinazione e non trovando nessuna particolare indicazione, abbiamo cercato il numero di Cory su internet, lo abbiamo chiamato, ci siamo fatti aprire; abbiamo con lui preso l\u2019ascensore &#8211; che era forse pi\u00f9 un montacarichi &#8211; per ritrovarci al terzo piano di questo edificio industriale dismesso. Entriamo in una stanza illuminata da due finestre molto grandi. Sul pavimento della stanza, due semenzai a letto fatti di legno nei quali  vi erano delle minuscole piantine di Kudzu appena spuntate. I semenzai erano a loro volta protetti da cubi di plexiglass, su ciascuno dei quali erano posizionati dei fari a led. Parlando con Cory veniamo a sapere che riuscire a far spuntare il Kudzu \u00e8 stata quasi un\u2019impresa (le doti contadine di Cory verranno anche sottolineate dalla stessa autrice dell&#8217;opera Aria Dean). In pratica, questa pianta rampicante mostruosa, che cresce smisuratamente, che ingloba tutto, al punto di essere estremamente regolamentata dai dipartimenti di agricoltura americani e (molto probabilmente anche) dai servizi fitosanitari europei, giace l\u00ec nella sua totale vulnerabilit\u00e0, incubata da uno spettro di luce ottimale e da lastre di plexiglass, per proteggerla da ci\u00f2 che \u00e8 fuori, inscatolata. Il senso dell\u2019opera va per\u00f2 ben oltre una lettura &#8216;ecologica&#8217;, quella di una tensione biologica tra fragilit\u00e0 e dirompenza, tra controllo e fuori-controllo materiale e politico. Abbiamo pensato, per questo, di tradurre e riproporre il testo che accompagna e presenta l\u2019opera. L\u2019introduzione di Cory Scozzari e le parole dell&#8217;autrice Aria Dean, che salutiamo e ringraziamo molto per averci concesso di condividere il seguente testo. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Aria Dean<\/strong><br><em>Studio Parasite<\/em><br>Cordova Gallery (Barcellona)<br>20 Febbraio \u2013 17 Aprile 2021<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1891\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160415526.MP-copy-1440x1080.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Il Kudzu \u00e8 una specie di pianta parassitica, nativa dell\u2019Asia, ma invasiva in Nord America e Europa. Questa pianta fu portata intenzionalmente in Nord America alla fine del 1800 per via delle sua qualit\u00e0 estetiche ed agricole. Una rampicante con un fogliame rigoglioso e dai fiori viola dal dolce odore fu originariamente commercializzata come pianta ornamentale ideale a fornire ombra alle verande e, successivamente, usata industrialmente, come pianta di copertura al fine di prevenire l\u2019erosione dei suoli e come foraggio per bestiame ad alto contenuto di proteine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Negli Stati Uniti sud-orientali, questa pianta di diffuse eccezionalmente bene a causa delle condizioni climatiche simili al suo ambiente nativo. Dalla sua prima introduzione in questa regione, il Kudzu ha proliferato esponenzialmente, espandendosi ben oltre gli scopi previsti. Ora essa forma una parte quintessenziale del paesaggio e del folklore dell\u2019\u201cAmerican South\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Kudzu essenzialmente strozza tutte le altre vite vegetali e, al posto di sostenersi da sola, cresce in cima ad altri oggetti \u2014 piante, infrastrutture, tralicci, edifici, etc. \u2014 per raggiungere la luce. Pu\u00f2 crescere fino a 30 centimetri al giorno se esposta a luce diretta. La pianta \u00e8 anche resistente agli stress, sopravvive in climi avversi con suoli scarsamente azotati. Il solo modo di disfarsene \u00e8 bruciandola.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per l&#8217;installazione in \u201cStudio Parasite\u201d, uno dei tanti lavori dell\u2019artista incentrato sulle rampicanti, Dean ha progettato due semenzai, nei quali sono stati trapiantati dei germogli di Kudzu spuntati da semi, interrati poco prima dell&#8217;apertura della mostra. I vasi di legno sono racchiusi in cubi di plexiglass, al fine di prevenire possibili contaminazioni nell\u2019ecosistema locale, e posizionate sotto delle lampade fluorescenti a led, comunemente associate alla coltivazione di marijuana. Le piante saranno sottoposte ad un periodo di crescita intensiva per tutto il periodo della mostra, programmato per l\u2019inizio della primavera, con accesso continuo di luce naturale attraverso le finestre e luce artificiale proveniente dalle lampade. Le piante cresceranno fino alla settimana conclusiva della mostra, dopo saranno bruciate; radici, vasi, terra, tutto. Le ceneri verranno riposte nei cubi di plexiglass capovolti e spedite indietro all\u2019artista che le utilizzer\u00e0 per una nuova serie di sculture.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1896\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161444649-1440x1080.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>La mostra crea un sistema parassitario in assenza di un ospite \u2014 o se anche l\u2019ospite ci fosse, sarebbe il solo cubo. Il sistema, a cui la mostra da un inizio, modella qualcosa di simile all\u2019arte o ad una pratica di studio, riciclando e intercambiando idee e materiali \u2014 per\u00f2 modellando l\u2019arte come una struttura parassitica, che <em>necessariamente<\/em><\/em> <em>territorializza  tutto ci\u00f2 che \u00e8 attorno per mantenere s\u00e9 stessa viva. Ciononostante, qui il parassita \u00e8, ancora, fisicamente privo di ospite. D\u2019altra parte, l\u2019interesse di Dean verso il Kudzu si situa nel suo parallelismo potenziale con la \u201cblackness\u201d, un ritorno alle sue passate indagini attorno l\u2019ontologia della \u201cblackness\u201d come una specie di forza virale, un sistema di senso capace di riprodurre s\u00e9 stesso e i propri significati strutturali senza nessun nucleo ontologico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Cory John Scozzari<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>La roba del Kudzu \u00e8 partita come un altro scherzo per certi versi \u2014 o no, era abbastanza serio, quando stavo cercando di scrivere la sceneggiatura per \u201cThe Hammer\u201d e pensavo al Sud. Mi stavo sforzando nel cercare di visualizzare una piantagione abbandonata e ricordavo mia nonna \u2014<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 no, andai a dare un talk ad Atlanta nell\u2019agosto del 2019 e non tornavo l\u00ec da qualche anno. Ero solita visitare la mia \u201cAbuela\u201d l\u00ec ogni estate con mio fratello piccolo. Ho dato il mio talk e ho passato un paio di notti a Decatur [Georgia, USA] a casa sua. Lei guida, ma in realt\u00e0 non dovrebbe farlo, quindi principalmente impiegai il mio tempo scarrozzandola in giro nella sua piccola KIA &#8211; la banca, il supermercato, visitando i miei cugini a casa di mia zia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero dimenticata che una parte enorme della nostra routine \u00e8 sempre stata costituita dal notare cose strane su Atlanta. Essendo lei di New Jersey e avendo vissuto a New York nel corso della maggior parte della sua vita adulta, Atlanta \u00e8 a lei un territorio estraneo e le piace mantenerlo tale. Mentre andavamo in giro faceva sempre la sua cronaca su questioni come: il modo in cui dicevano \u201ccee-ment\u201d al posto di dire \u201ccement\u201d, \u201cin-shurns\u201d al posto di \u201cinsurance\u201d. Visualmente: l\u2019argilla rossa sotto tutto, e il Kudzu che ostacola la vista del bosco e si arrampica su tutto ci\u00f2 a cui si pu\u00f2 attaccare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto un\u2019intera mostra usando l&#8217;argilla rossa un paio di anni fa, che divent\u00f2 \u2014 in parte \u2014 su come avessi fatto una supposizione errata, perch\u00e9 effettivamente nel Sud buona parte suoli sono solitamente di un normale color marrone. L\u2019argilla rossa \u00e8 diffusa a macchia di leopardo nella regione. Culturalmente, comunque, c\u2019\u00e8 tutto questo dire su \u201c<em>l\u2019argilla rossa<\/em>\u201d. Mi piacciono queste cose; l\u2019irrealt\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 culturale americana e degli immaginari geografici. Il Kudzu \u00e8 un altro clich\u00e9 del Sud degli Stati Uniti. Flannery O\u2019Connor, Toni Morrison, tutti questi scrittori che affrontano il Sud \u2014 li trovi parlando del \u201cKudzu attorcigliandosi sulle tegole marcenti\u2026\u201d \u201cLa figura oscura delle rampicanti di Kudzu che soffocano gli alberi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedi anche nell\u2019immaginario apocalittico. Perch\u00e9 se lasciato a s\u00e9 stesso il Kudzu semplicemente sopraffarebbe tutto, \u00e8 questa l\u2019idea. Il Kudzu \u2014 rampante, aggressiva, inarrestabile. E quando ci\u00f2 avviene, aderisce sulle cose, prendendo la loro forma. Una sorta di mutaforma botanico, virus, slime, uno di quei parassiti che si impadronisce del suo ospite, il suo unico scopo \u00e8 il continuare a propagarsi. Forse questa \u00e8 una analogia errata, forse \u00e8 solo una crosta fogliare.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa buffa \u00e8 che la comunit\u00e0 scientifica \u00e8 al momento imbrigliata in un dibattito sul se il Kudzu sia effettivamente cos\u00ec potente. Tutta questa leggenda sullo strozzamento degli ecosistemi \u2014 che ha poi portato la pianta ad essere estremamente controllata come organismo nella maggior parte dei paesi \u2014 \u00e8 compromessa dal fatto che spesso il Kudzu sembra crescere ad un ritmo allarmante solo quando esposto direttamente al sole. Appena entri in una foresta svanisce immediatamente. Una minaccia, ma vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>Mesi dopo quel viaggio, provai a farmi inviare delle talee da un paio di persone che conoscevo ad Atlanta. Erano tutt* impaurit* dalla mia richiesta. Generalmente sono una persona poco insistente, non ho quindi polemizzato sul fatto che il Dipartimento di Agricoltura non era affatto preoccupato di noi. Ho anche chiesto ai miei cugini ed erano tipo &#8220;non so di cosa tu stia parlando&#8221;. Alla fine ho trovato alcuni semi su eBay e me li sono fatti spedire dalla Russia usando un VPN.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"1893\" data-full-url=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-scaled.jpg\" data-link=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?attachment_id=1893\" class=\"wp-image-1893\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_160059331-copy-1440x1080.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019idea, quindi, era quella di piantare una miriade di semi in vari luoghi. Qualsiasi mostra mi avessero proposto, gli avrei suggerito di far rientrare l&#8217;esposizione in questa rete di cellule dormienti, dove avremmo coltivato questa pianta, fare un&#8217;esposizione sgombra di qualsiasi contenuto. Semplicemente processo, e qualsiasi senso desiderato avrebbe potuto essere proiettato su di esso dall\u2019istituzione o dallo spettatore. Avevo i miei pensieri sulla \u201cblackness\u201d \u2014 la cosa della minaccia ecologica non era cos\u00ec interessante per me, pi\u00f9 che altro l\u2019immagine della minaccia (l\u2019immaginario della minaccia?) era per lo pi\u00f9 il fatto che qualcosa avrebbe potuto facilmente sopraffare tutto ci\u00f2 che aveva davanti, senza per\u00f2 cambiare la composizione cellulare e molecolare degli altri oggetti nel processo, ma allo stesso tempo imbrigliando tutto in se stesso. Un virus, uno slime, un parassita che si impadronisce del suo ospite. Realizzo ora che questa \u00e8 un\u2019analogia errata, si, perch\u00e9 certamente la \u201cblackness\u201d s\u00ec rielabora la composizione interna delle cose che tocca, in un certo modo. Se stiamo parlando della giusta \u201cblackness\u201d (blackness non Blackness?) la vita del Kudzu \u00e8 un oggetto estetico, il suo essere \u00e8 strutturale. La vita della Blackness, purtroppo, \u00e8 nella maggior parte delle volte un oggetto estetico, ma il suo essere \u00e8 di tipo strutturale. S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tanto, nelle mie piccole cellule, la pianta sarebbe cresciuta offrendo nient\u2019altro che la sua crescita e, per fare qualsiasi altra cosa oltre che essere, avrebbe avuto bisogno di essere rinforzata da una qualsiasi impalcatura mentale collocata nel suo cammino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"1895\" data-full-url=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-scaled.jpg\" data-link=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?attachment_id=1895\" class=\"wp-image-1895\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_161031102.MP-copy-1440x1080.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Qualche altra cosa \u00e8 successa, il tempo \u00e8 passato. Volevo fare tutte queste cellule dormienti. Coltivarle. Bruciarle. Convertirle in oggetti reali mescolandole con altri materiali (vedremo come andr\u00e0 se proprio andr\u00e0). Siamo quasi riusciti a montarne una a Pasadena, al [giardino botanico di] Huntington (per qualche motivo, sono stati quasi disposti a rischiare un piccolo, ma potenziale disastro ecologico nei loro terreni. Per amore del gioco!). Uno in Svizzera, quasi. Ho pensato di rimpatriare il progetto in Asia orientale. Ho lasciato accidentalmente uno dei miei semi VPN in un parco nel West Village, in una buca poco profonda che ho scavato. Il mio assistente Sam ed io abbiamo iniziato ad installarne alcune qui a New York grazie agli utili consigli di Marisa del [centro culturale] Pioneerworks. Sam ha portato a casa sua un po\u2019 dei miei semi VPN, provando inutilmente a farli germogliare. Poi, usando un\u2019app, ha trovato un campo di Kudzu a Bushwick, che si era impossessato di un intero campo di baseball a un isolato da casa sua. \u00c8 anche stato in una ferrovia abbandonata di Midwood, nel cuore della notte, per prendere alcune talee. Nessuna di queste \u00e8 cresciuta, sono tutte morte nei nostri rispettivi appartamenti nel giro di pochi giorni, all\u2019arrivo dell\u2019inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cory \u00e8 l\u2019unico che ha avuto fortuna in questo. Ho provato a ricreare il suo processo, facendo germinare i semi e ficcando luce solare dentro le loro gole, ma non \u00e8 successo niente. Immagino che ai semi piaccia Barcellona e Cory.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1894\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/PXL_20210312_162255750-1440x1080.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutta la cosa \u00e8 nata da questa idea di voler modellare una pratica artistica. Non si tratta solo cinicamente di ridicolizzare l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019arte del 21\u00b0secolo nel presentare un argomento a giustificazione della sua stessa esistenza (parassitica sulla schiena della politica, storia, identit\u00e0, biografia, e cos\u00ec via), ma performare un parallelismo con il processo di pollinazione, cambiando le idee e i materiali attraverso forme e mezzi. Avremmo preso (lo faremo?) met\u00e0 delle ceneri dalla partita che avremo ottenuto a Barcellona e da l\u00ec costruire nuovi semenzai composti al fine di far crescerne altri nuovi da qualche altra parte, e l\u2019altra met\u00e0 sarebbe stata incorporata come materia prima per delle \u201copere d\u2019arte\u201d. Queste opere avrebbero dovuto\/dovranno modellare alcuni oggetti in eccesso, la parte maledetta, il plusvalore \u2013 Sto solo dicendo parole ora. Forse significa solo un capitale morto. Piante morte. Capitale morto. Un tempo organiche forza vitali, ora imbalsamate in materiali e forme.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un&#8217;opera di Robert Morris, \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/vimeo.com\/261904449\" target=\"_blank\"><em>box with a sound of its own making<\/em><\/a>\u201d. \u00c8 un circuito perfettamente chiuso a mio parere. La scatola \u00e8 l\u2019opera che costruisce l\u2019opera, la scatola. Un loop materiale perfettamente autoreferenziale, con un vero e proprio loop sonoro inscatonato. Immagino che Studio Parasite (che ad un certo punto era chiamato Bad Infinity, un maldestro riferimento a Hegel su cui sto ancora lavorando) \u00e8 il mio tentativo di reiterare [looping] me stessa attraverso questo oggetto surrogato, il Kudzu, con la consapevolezza che io non posso mai essere sigillata ermeticamente. E soprattutto, con la consapevolezza che questo non pu\u00f2 essere l\u2019obiettivo. In retrospettiva, tutto il progetto fu una grande scusa per colmare il solco tra i lavori apparentemente analitici e minimalisti precedenti e ritornare all\u2019espressione \u2013 per quanto sempre catturando il tutto con una lente storica e concettuale minimalista. Forse <em>Studio Parasite <\/em>non ha bisogno proprio di esistere pi\u00f9; per certi versi stare seduti a casa per quasi un anno ha realizzato la stessa operazione, facendomi ritornare al gioco, e restaurando incidentalmente la frontiera tra Arte e arte. Ma il bello dell\u2019Arte e dell\u2019arte \u00e8 che mai necessita di esistere, ma certo necessita di essere in una determinata maniera (Che solo tu (io) posso (puoi) conoscere).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 molto altro da dire, ma \u00e8 sempre cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1891,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[11,149,128,196,195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1890"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1890"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1923,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1890\/revisions\/1923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}