{"id":908,"date":"2020-04-07T18:41:27","date_gmt":"2020-04-07T16:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?p=908"},"modified":"2021-09-07T00:02:15","modified_gmt":"2021-09-06T22:02:15","slug":"appendice_pandemia-reicanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/appendice_pandemia-reicanto\/","title":{"rendered":"Appendice_Pandemia &#038; Reincanto"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"794\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-794x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-909\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-794x1024.jpg 794w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-233x300.jpg 233w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-768x990.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-1191x1536.jpg 1191w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-1589x2048.jpg 1589w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-1117x1440.jpg 1117w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/epidemia3jpgstampa-scaled.jpg 1986w\" sizes=\"(max-width: 794px) 100vw, 794px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\"><em>&#8220;Sciamanesimo Urbano&#8221; <\/em>di <a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.instagram.com%2Feric.panic%2F%3Ffbclid%3DIwAR0NS1C4xdL961xsyyulQnL1L6ABk5K0tym3bcjB7OqdECDk1-WrZ-qWB34&amp;h=AT0DEUkN9Mo-_Cu9qA5z6SjJz7AP0-xPPx00e1MUMWPB5Et73b5MEONdrb49XkmMZecesJz0I9jrLkPKcg0t5EuQaT0uR3mWHLqTnQUhiZpMo-Hc9TXixxAz4fROMvCW5yK_-GSq\">Eric Casagrande<\/a><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro secondo numero \u201c<em>L\u2019urlo dell\u2019asino di Michael Taussig e altre storie da Taranto<\/em>\u201d, abbiamo ospitato una riflessione dell\u2019antropologo australiano sulla forma dell\u2019asino e le connessioni eterogenee che il suo urlo ha stimolato nel e sul cosmo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tentativo di ordinare un p\u00f2 di pensieri, e di connettere l\u2019urlo dell\u2019asino al \u2018Global Meltdown\u2019, cornice teorica del suo ragionamento, scriviamo questo breve testo. Siamo infatti persuasi che fornisca degli strumenti importanti per un pi\u00f9 ampio ragionamento sull\u2019attuale crisi pandemica. Come collettivo epidemia, abbiamo riscontrato molte aderenze, anche se a scala e interpreti diversi, tra l\u2019epidemia di Xylella in Puglia e il SarsCoV2. Abbiamo quindi sentito la necessit\u00e0, tra di noi, di intessere le dimensioni dell\u2019epidemia che si legano a quello che Taussig chiama lo \u2018sfaldamento globale\u2019, alle dimensioni esistenziali e politiche del cambiamento climatico e della crisi ecologica. Il 15, 16 e 17 Maggio 2019 abbiamo partecipato alla costituzione di un seminario al Macro Asilo di Roma, dal titolo \u2018<em>Il reincanto della natura. Movimenti sfuggenti e oscuro surrealismo<\/em>\u2019. Momenti pi\u00f9 frontali si sono alternati a performance artistiche, con contributi da Isabella Mongelli, Future Farmers, Fran\u00e7ois Pisapia e Carolina Saquel. Come nel caso del contributo in Epidemia 02, la riflessione di Taussig scaturisce da una curiosit\u00e0 intensa verso nuovi sensi nelle connessioni.\u00a0 Il Global Meltdown \u00e8 un movimento di cesura in cui tutto diviene qualcosa di diverso, tutto \u00e8 in mutamento. Questo smembramento ha per Taussig una triplice dimensione: quella del Re-incanto della natura, quella del sublime metamorfico e quella del surrealismo oscuro. Partendo dagli spunti che abbiamo discusso in quei giorni, cercheremo di riscontrare le suscettibilit\u00e0 con la pandemia presente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>\u00a7&nbsp; Re-incanto della natura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 di per s\u00e9 la parola re-incanto presuppone una genealogia, un incanto originario. L\u2019incanto originario \u00e8 quello della natura animata, magica, origine delle teologie e cosmologie altermoderne. Gli anni di ricerca di campo in Colombia e in latinoamerica hanno fruttato ricche riflessioni circa il ruolo delle politiche dello spirito della materia. Non solo rispetto all\u2019ontologia di entit\u00e0 non umane in civilt\u00e0 altre, ma anche rispetto al tipo di metamorfosi che subiscono con l\u2019incontro con il colonizzatore e le sue politiche della materia. Il disincanto allora \u00e8 il processo illuminista di distanziamento, di trasformazione della natura e dei suoi elementi in organismi completi, definiti e definibili dal loro funzionamento interno. L\u2019uomo in questo contesto si affranca dal mondo animale e vegetale, nel suo giudizio morale e etico. Per Taussig, questi passaggi tra incanto, disincanto e reincanto non sono da intendere in maniera progressiva, non vi \u00e8 un movimento progressivo nel passare dal disincanto al reincanto, ma un movimento circolare, non del tutto separabile dal movimento precedente. La stessa idea di progresso, una delle idee alla base del movimento di dis-incanto della modernit\u00e0, \u00e8 anche\u2019essa un incanto: cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 magico che credere in un progresso infinito? Non ci sono dunque gradi 0 di incanto ma combinazioni diverse di incanto, dis-incanto e re-incanto. Lo studio approfondito del valore politico del magico e del sacro-negativo ha portato Taussig a studiare gli effetti della colonizzazione sul rapporto tra spirito e oggetti fino a denotare la captazione di questo potere associativo che avviene nelle pratiche ed estetiche contemporanee. Il dis-incanto prodotto dall\u2019Occidente tempo fa costituisce ancora la lente e il punto di riferimento per vedere la realt\u00e0 odierna. Ma la realt\u00e0 dello sfaldamento globale rende significativa l\u2019estetica del surrealismo oscuro, aprendo le porte a un universo re-incantato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-03-29-alle-09.31.00-1-1024x740.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-919\" width=\"352\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-03-29-alle-09.31.00-1-1024x740.png 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-03-29-alle-09.31.00-1-300x217.png 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-03-29-alle-09.31.00-1-768x555.png 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-03-29-alle-09.31.00-1.png 1060w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre Conte stringeva le misure di sicurezza sommando un decreto ad un nuovo decreto, l\u2019acqua della laguna di Venezia <a href=\"https:\/\/video.repubblica.it\/dossier\/coronavirus-wuhan-2020\/coronavirus-citta-italiane-deserte-tornano-a-farsi-vedere-gli-animali-selvatici\/356620\/357185?ref=RHPPTP-BH-I252141830-C12-P12-S1.4-T1\">veniva rappresentata<\/a> come inusualmente pulita e limpida, con cigni che se ne svolazzavano tranquilli, e una rinnovata fauna marina. Difficile dire se la laguna abbia realmente beneficiato dal lockdown, ma sicuramente assistiamo ad espressioni simili da pi\u00f9 parti. A Cagliari ci sono ancora i delfini, Barcellona viene invasa dai cinghiali, che non trovando pi\u00f9 tanto traffico riescono ad entrare nel cuore dell\u2019agglomerazione umana fino agli appetitosi cassonetti cittadini. Tutto ci\u00f2 che stava attorno al nostro mondo, distanziato, sotto controllo, sembra fuoriuscire inesorabilmente. Il virus \u00e8 la pi\u00f9 grande testimonianza di questa rinnovata attenzione: l\u2019incanto non \u00e8 solo l\u2019attribuzione di qualit\u00e0 alle entit\u00e0 della natura, ma di una rinnovata titolarit\u00e0 dell&#8217;azione animale. I salti di specie che compie il virus per sopravvivere ci ricordano la natura degli ambienti in coevoluzione sulla crosta terreste, e quali conseguenze hanno sulla sua stratigrafia. Questa consapevolezza subisce per\u00f2 l\u2019eccezione e l\u2019emergenza. Non tanto quella agambeniana, che ha fatto e sicuramente far\u00e0 discutere il dopo-epidemia, ma quella dei fabbisogni conoscitivi. Quali informazioni sono utili per comprendere e agire in questa situazione? L\u2019eccezionalit\u00e0 in questo senso fa perdere il valore euristico dell\u2019evento, avvalorando l\u2019ipotesi che quello che ci rimanga, dopo l\u2019emergenza, siano un pugno di mosche e una libert\u00e0 limitata in deroga. Come successo per la Xylella, non \u00e8 utile pensare a come un batterio sia arrivato in una ecologia precaria del sud Europa, ma invece \u00e8 la conoscenza di contenimento l\u2019unica strumentale e strumentalizzabile, e il resto sono quisquiglie. Anche la Xylella ha fatto un salto di specie, dalle piante ornamentali di caff\u00e8, all\u2019olivo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-635x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-920\" width=\"259\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-635x1024.jpeg 635w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-186x300.jpeg 186w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-768x1239.jpeg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-952x1536.jpeg 952w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3-893x1440.jpeg 893w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Plausible_original_sources_of_human_diseases-3.jpeg 992w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo le consapevolezze sistemiche che davano questo tipo di assunzioni sono state considerate pseudoscienza, anche perch\u00e8 generavano una associazione di pensiero facile: se il problema \u00e8 la circolazione di vegetali ai ritmi del mercato globale e la devastazione degli ambienti (il batterio fiorisce dove ci sono ambienti monocolturali, strettamente legati all\u2019azione storica dell\u2019umanit\u00e0),&nbsp; pu\u00f2 la risposta essere in un pi\u00f9 serrato controllo? Fino a che punto ci spingiamo per controllare il vettore del batterio? L\u2019eccezionalit\u00e0 della conoscenza pronta per l\u2019uso rende necessaria una cesura sulla complessit\u00e0 di mettere assieme e associare conoscenze diverse e difficili da combinare. E\u2019 attraverso la stessa emergenza che si spera di poter ridare credito e vigore, una volta per tutte, ai fatti e le verit\u00e0 scientifiche: chi ha dubitato della scienza, dopo queste emergenze, finalmente, sar\u00e0 silenziato e si potr\u00e0 ricredere. Qualcosa di molto simile \u00e8 accaduto anche con l\u2019emergenza legata al covid-19, dove l\u2019incertezza della conoscenza scientifica ha fatto fatica a manifestarsi come incertezza nell\u2019esperto(1). Burioni \u00e8 un esempio fin troppo facile di questi comportamenti, estremamente mediatizzati. Anche Enrico Bucci, che lo ha accompagnato nella televisione al tempo del Covid-19, ne \u00e8 un esempio. Lo stesso Bucci, inseguendo lo scandalo conoscitivo, \u00e8 tra i personaggi che pi\u00f9 hanno tentato una pulizia epistemologica d\u2019emergenza nel caso Xylella. L&#8217;attenzione verso &#8216;la cattiva scienza&#8217; si manifesta in una mancata considerazione e un mancato approfondimento scientifico di come si sia generato un virus con queste capacit\u00e0 e come abbia raggiunto gli angoli pi\u00f9 remoti del globo. Anche nel caso Xylella, il fatto che il batterio provenisse da una movimentazione attraverso l&#8217;Atlantico di piante ornamentali di caff\u00e8 non trova spazio e giustificazione in questo riduzionismo epistemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto pi\u00f9 il paradigma del dis-incanto sia incerto e insufficiente nel dare spiegazioni del presente, quanto pi\u00f9 la civilt\u00e0 che l\u2019ha generato si protegge dal negativo attraverso espedienti incantati, non necessariamente quelli dello sciamanesimo. Non \u00e8 un caso che i personaggi sopra citati siano stati ospiti costanti delle televisioni italiane in questi giorni di pandemia: le tecniche di incanto sono affinate per disciplinare le associazioni che un trauma come quello in corso potrebbe generare. In <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/cultura\/Le_lezioni_di_una_pandemia.html?fbclid=IwAR0TihBb-CDX9q9FY3EYZJEH0pdkAzGteCg-pnVEGvPR0wdlTgvBwFHlABw\">un articolo di Beneduce<\/a><em> \u201cil fenomeno patologico lo si comprende quando si evita di scomporlo \u201cin dettagli\u201d (Canguilhem, 1966), quando lo si guarda in modo diverso senza rimanere prigionieri di quella che Althusser (Althusser, Balibar, 1968) definiva \u201cl\u2019opacit\u00e0 dell\u2019immediato\u201d<\/em>.&nbsp; Cosa succederebbe, se, come nel caso della Xylella, l\u2019unica alternativa ad un vaccino fosse la convivenza con questo virus?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u00a7 Movimenti Sfuggenti<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa incertezza, nulla \u00e8 pi\u00f9 come sembra. Il disincanto \u00e8 stato esso stesso un incanto fatato, dove le cose, gli oggetti e le entit\u00e0 sono sembrate sospese, per secoli. Nello sfaldamento globale tutto si muove, e si muove velocemente. Tutto sfugge al controllo sereno delle categorie della modernit\u00e0 occidentale. La prima cosa che si muove, \u00e8, ovviamente, la Terra. Come tante altre cose, non aveva mai smesso di muoversi, non \u00e8 mai stata una entit\u00e0 separata, ma sembrava che avessimo acquisito una tecnica infallibile per riportala all\u2019ordine, la cartografia. Le condizioni a contorno dello spazio moderno sono tutte saltate. La geografia, come ha affermato Farinelli(2), esce dal millenario periodo tolemaico. Lo statuto ontologico del virus, indefinibile, ci costringe ad avere a che fare con la <em>nuda sfera<\/em>.&nbsp; Dal fare le mappe del mondo, descriverlo e rappresentarlo secondo dei parametri geometrici, passiamo a fare il mondo delle mappe, e dunque a rianimarle delle relazioni che le agitano. La cartografia \u00e8 uno degli strumenti magici del disincanto occidentale. Strumento coloniale per eccellenza, non rappresenta una realt\u00e0, ma la crea reificandone significati e attribuendone ontologie immobili. Regola e definisce la realt\u00e0 di un mondo che senza di essa non saremmo stati capaci di pensare tutto insieme, e di valicare con la violenza di questa epistemologia predatoria. Ha racchiuso l\u2019immagine del mondo in una sua rappresentazione, e ha orientato il potere che scaturisce dall&#8217;immaginare e rappresentare il mondo(3).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi mesi di emergenza sanitaria abbiamo assistito nondimeno ad una proliferazione dello strumento cartografico per rappresentare la patologia. Ed \u00e8 dallo strumento cartografico, propriamente tematizzato, che la natura emerge come incantata. Alcune carte hanno paragonato l\u2019incedere del virus con una manifestazione costante di superamento delle soglie di polveri sottili che deprimono l\u2019immunit\u00e0 del sistema ecologico, sia in Lombardia che nella regione di Wuhan. Altre hanno associato l\u2019assemblamento e agglomerazione di attivit\u00e0 industriali con la presenza di nuovi contagi; o ancora, il traffico e lo spostamento dei soggetti con i numeri delle manifestazioni patogeniche del virus.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-06-alle-19.54.15-1024x570.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-923\" width=\"582\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-06-alle-19.54.15-1024x570.png 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-06-alle-19.54.15-300x167.png 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-06-alle-19.54.15-768x428.png 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Schermata-2020-04-06-alle-19.54.15.png 1318w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strumento cartografico ci suggerisce la natura del (dis)incanto. Il negativo della cartografia ci presenta quello che sulla cartografia non \u00e8 rappresentabile, il paesaggio. Pur non riuscendo a rappresentare l\u2019incontro in continua evoluzione che produce paesaggio, rappresenta il conto &#8211; tutto antropocentrico &#8211; della sua esternalizzazione, e della sua decifrazione in unit\u00e0 di misura. Come sostiene <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=38050&amp;fbclid=IwAR1H6VuKQ7Q2_dn7DtlfxHRwxNENRLVMA8qneTlwPh6udbYWzGN0R0QHdQo\">Pellizzoni<\/a>, la partita, nei commenti e nelle analisi che si sono susseguite sulla pandemia, si \u00e8 giocata esclusivamente sulla scala della vita politica, dove la vita \u2018animale\u2019 dell\u2019umano, \u00e8 servita esclusivamente come contraltare alla prima. Il paesaggio si rianima perch\u00e8, come affermava Meinig (1979)\u201c<em>runs counter to recognition of any simple binary relationship between man and nature\u201d<\/em> , e dunque \u00e8 manifestazione delle relazioni mutevoli, di potere e soggiogazione, di imitazione, che definiscono ci\u00f2 che \u00e8 umano e ci\u00f2 che non vale tanto (non solo il non umano, ma anche l\u2019umano che non vale tanto). E\u2019 dove avvengono le metamorfosi, dove gli incontri generano accostamenti inusuali e indeterminati tra organi di corpi diversi. Nella letteratura postcoloniale, questo incontro \u00e8 sublime, perch\u00e8 avviene tra lo sfruttato e la materia del suo sfruttamento. Vi \u00e8 un divenire materia, come una morfogenesi dei versanti stratificata con i corpi dell\u2019alienazione e del dominio. Come ha sottolineato Taussig nell\u2019urlo dell\u2019asino, vi \u00e8 una politica dell\u2019irrazionale che lega lo sfruttamento animale a quello umano, l\u2019emarginato alle materie e entit\u00e0 della sua emarginazione(4). Anche nel nostro lavoro collettivo di ricerca (in parte rappresentato dall\u2019articolo Finibus Terrae del numero 02 di Epidemia) abbiamo riscontrato una territorializzazione dell\u2019olivo e della sua storia sull\u2019umano, dalle altezze della grecia classica, ai torpori dei trappeti, frantoi ipogei dove l\u2019umanit\u00e0 disumana condivideva l\u2019ossigeno umido con l\u2019asino che spingeva la macina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il re-incanto \u00e8 un movimento di apertura allora, delle forze fantasmatiche e dell\u2019angoscia del divenire altro, della metamorfosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripropongo qui un frammento del quadro di Hieronymus Bosch, suggerito dallo stesso Tuassig durante le giornate romane, \u201cil giardino delle delizie\u201d. E\u2019 un frammento perch\u00e8 questo quadro \u00e8 completato da due tavole ai suoi fianchi: a sinistra il giardino dell\u2019Eden e a destra il giudizio universale, l\u2019apocalisse. Nel secondo e terzo pannello, le ibridazioni di umani e non umani sono al centro della rappresentazione: uomini albero, sfere composte da materie organiche e materie inorganiche. Neanche a dirlo, quando le ali laterali del dipinto sono chiuse su quella centrale, appare la sfera terrestre, comunemente considerata come una sua rappresentazione al terzo giorno della genesi, prima della creazione di uomini e animali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"878\" height=\"969\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/external-content.duckduckgo.com_-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-924\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/external-content.duckduckgo.com_-1.jpeg 878w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/external-content.duckduckgo.com_-1-272x300.jpeg 272w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/external-content.duckduckgo.com_-1-768x848.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\"><em>Il Giardino delle delizie<\/em>, olio su tavola Hieronymus Bosch (1480-1490 circa)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>\u00a7 Surrealismo Oscuro<br><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo mese abbiamo osservato da pi\u00f9 parti il parallelismo tra gli anni venti del Novecento e la realt\u00e0 cent\u2019anni dopo. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4QT3FjQleoE\">Alessandro Barbero<\/a> ha citato questa corrispondenza da un punto di vista storico: l\u2019occidente della <em>belle epoque<\/em> era similmente globalizzato, e guidava il commercio internazionale secondo il principio della divisione del lavoro, impostando il rapporto neocoloniale che lo storico economista Karl Polanyi ha saputo descrivere molto lucidamente alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Similmente, il neoliberismo ha trionfato indiscusso in tutte le politiche della democrazia socialdemocratica, non esiste nessuna alternativa, neanche quella che l\u2019alba della rivoluzione rossa aveva dato all\u2019Europa del XX secolo. Le pance insoddisfatte della polarizzazione sociale riversano il consenso su personaggi discutibili, con estetiche rassicuranti: in un caso \u00e8 finita con il tragico trauma della seconda guerra mondiale, nell\u2019altro caso invece viviamo lo sfaldamento globale, il global meltdown. La correlazione funziona anche per quanto riguarda la febbre spagnola e il covid-19, che si manifestano esattamente ad un secolo di distanza. Entrambi virus che generano, tra l\u2019altro, complicazioni polmonari(5). In questo caso, ad essere evocate da Taussig sono dunque le propriet\u00e0 fantasmatiche delle pandemie virali. Definisce questa estetica dei fantasmi \u201csurrealismo oscuro\u201d. Anche qui ritorna il parallelismo con gli anni Venti del Novecento: il surrealismo si afferma come corrente, sensibilit\u00e0 artistica ereditaria del Dada, che esprime una realt\u00e0 oltre il reale, fatta di sogno e inconscio, in cui ci\u00f2 che scaturisce dall\u2019irrazionale risulta come oggetto dell\u2019interesse artistico e non solo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa ha a che fare il surrealismo con il surrealismo oscuro di Taussig? Sicuramente una serie di canoni e tracce estetiche, ma anche un peso considerevole che queste assumono nel veicolare la complessit\u00e0 attraverso delle lenti che ingannano e incantano i nostri occhi. Per Taussig, per come l\u2019ho inteso, il surrealismo oscuro, come traccia estetica, manifesta questa apertura creativa verso \u201c<em>lo spazio della morte<\/em>\u201d. L\u2019avviso di Taussig allora \u00e8 quello di constatare dove le propriet\u00e0 dell\u2019inconscio, del fantasmatico e dell\u2019irrazionale sono agite e agitate per altri fini. Trump e Fox News gi\u00e0 usano l\u2019altra faccia dell\u2019estetica del Dada, con la stravaganza, la derisione e l\u2019umorismo performano una scena surreale e metafisica. In questo contesto l\u2019umorismo <em>memetico<\/em> \u00e8 parimenti coinvolto in questo gioco dell\u2019irreale. Pi\u00f9 di ogni altra cosa, il capitalismo \u00e8 magico, perch\u00e8 ha assunto&nbsp; sulle soggettivit\u00e0 i poteri delle forze occulte. Chi infetta chi? Gi\u00e0 si sente parlare di revenge shopping: finita la quarantena potremmo tornare a quello che ci mancava tanto, andare in un bel centro commerciale e farci ipnotizzare dalle sue stregonerie, vendicandoci per quello che il virus non ci ha fatto comprare. Il potere fantasmatico della pandemia viene veicolato da queste forze.&nbsp;In questo mese per\u00f2 non si \u00e8 notato solo il surrealismo delle varie declinazioni che assume il potere per riprodursi. Come penso, il surrealismo oscuro \u00e8 anche inteso come una forma di incanto che disincanta, cos\u00ec vicino ad una padronanza della non padronanza (mastery of non mastery per come la chiama Taussig), una forma estetica che serve per sprigionare tanto quanto serve ad imprigionare. Per questo negli scritti di Taussig si riscontrano spesso passaggi che sembrano giochi di parole <em>\u201cchi sta stregando (si legga infettando) chi?\u201d. <\/em>In questo mese il surrealismo oscuro a mio parere ha caratterizzato molto della produzione creativa attorno ad una realt\u00e0 distopica, come quella che ci sentiamo di vivere. Essere sciamani di se stessi allora, orientando queste estetiche in forze liberatorie. Per il soggetto, sicuramente. Ma un soggetto che \u00e8 corpo senza organi, o meglio, i quali organi sono in metamorfosi continua con ci\u00f2 che lo circonda. Tocchiamo con mano la precariet\u00e0 alla quale ci ha portato di speculazione neoliberista pi\u00f9 di prima, con l\u2019agghiacciante consapevolezza che chi stava male, ora se la passa ancora peggio. Orientare questa forza dell\u2019oscurit\u00e0 creatrice, questo \u00e8 l\u2019avviso di Taussig. Non \u00e8 una scelta, ma una necessit\u00e0, guardare alle vie di fuga, alle connessioni che solo l&#8217;oscurit\u00e0 pu\u00f2 rendere pi\u00f9 chiare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1)&nbsp;La differenza \u00e8 stata spiegata benissimo da un articolo di Luigi Pellizzoni, apparso sul <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2020\/03\/28\/virus-la-scienza-non-e-innocente\/5751974\/\">Fatto Quotidiano<\/a> Sabato 28 Marzo: \u201c<i>Lo scienziato controlla oggetto e domande d\u2019indagine. L\u2019esperto affronta un problema che altri (o altro, come il Covid-19) gli pongono, tipicamente non inquadrabile in un singolo campo disciplinare\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Ultimamente, si \u00e8 espresso cos\u00ec in un intervento alll\u2019Associazione Italiana Insegnanti di Geografia https:\/\/www.aiig.it\/2020\/04\/01\/questa-terra-questo-virus-fare-pensare-e-insegnare-geografia-3-aprile-2020-ore-18-00\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) In geografia gi\u00e0 da tempo si fanno riflessioni su rappresentazioni alternative dello spazio, segnalo a questo proposito, <a href=\"https:\/\/decolonialatlas.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1ENUPIQpEBcxLtPM9x-knBdQxi3ZsF378CUm4-Tv_kpw-4adUuxEdF5Y4\">\u2018The decolonial Atlas\u2019<\/a> e il collettivo <a href=\"https:\/\/www.iconoclasistas.net\/\">Iconosclasistas<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(4) L\u2019ultimo suo libro si chiama \u2018Palma Africana\u2019, dove ripropone la natura di queste metamorfosi sublimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(5) La febbre spagnola si chiama cos\u00ec perch\u00e9 la Spagna era l\u2019unico stato neutrale durante la prima guerra mondiale: gli stati di eccezione &#8211; stavolta si &#8211; dei belligeranti rendevano impossibile condividere notizie antipatriottiche sul fronte.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":936,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[59,58,60],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/908"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=908"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/908\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1016,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/908\/revisions\/1016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}