{"id":2098,"date":"2021-09-04T16:59:38","date_gmt":"2021-09-04T14:59:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/?p=2098"},"modified":"2021-09-06T23:58:44","modified_gmt":"2021-09-06T21:58:44","slug":"prigogine-un-precursore-del-pensiero-ecologico-olistico-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/prigogine-un-precursore-del-pensiero-ecologico-olistico-contemporaneo\/","title":{"rendered":"Prigogine, un precursore del pensiero ecologico olistico contemporaneo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">di Luigi Finarelli<\/p>\n\n\n\n<p>Ilya Prigogine nacque a Mosca il 25 gennaio del 1917, pochi giorni prima della rivoluzione. Nel 1921 la sua famiglia lasci\u00f2 la Russia e, dopo un breve periodo in Lituania, arriv\u00f2 a Berlino da dove per\u00f2 ripartirono nel 1929 per la disastrosa situazione economica della Germania e per l\u2019ascesa del nazismo. Si stabilirono a Bruxelles dove Ilya frequent\u00f2 il liceo e l\u2019universit\u00e0 ULB, laureandosi in chimica e in fisica. Continu\u00f2 poi la carriera universitaria e acquis\u00ec la nazionalit\u00e0 belga nel 1949. Nel 1977 gli fu attribuito il premio Nobel per la chimica per i suoi studi sui sistemi termodinamici lontani dall\u2019equilibrio. Ci si pu\u00f2 fare un\u2019idea del pensiero di Prigogine attraverso la sua affermazione che la fisica newtoniana \u00e8 stata \u201cestesa\u201d ormai tre volte durante il Novecento: la prima con l&#8217;uso della funzione d&#8217;onda nella meccanica quantistica, poi con l&#8217;introduzione dello spaziotempo nella relativit\u00e0 generale e infine con il riconoscimento dell&#8217;indeterminismo nello studio dei sistemi instabili.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi libri maggiormente noti sono: <em>La nuova alleanza<\/em> (1981 con I. Stengers), <em>Dall&#8217;essere al divenire<\/em> (1986), <em>Tra il tempo e l\u2019eternit\u00e0<\/em> (1989 con I. Stengers), <em>La fine delle certezze<\/em> (1997).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Italo Calvino, con il titolo <em>No, non saremo soli,<\/em> ha recensito su La Repubblica <em>La Nouvelle Alliance<\/em> pubblicata da Gallimard nel 1979, mettendo in luce alcuni aspetti dei rapporti tra cultura umanistica e scientifica:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Nuova Alleanza [\u2026] \u00e8 anche una meditazione appassionata sull\u2019uomo e l\u2019universo, che rifiutando la separazione tra le \u2018due culture\u2019 intesse fittamente in uno stesso discorso le vie aperte dagli scienziati e le domande dei filosofi; non solo, ma non considera estranee o lontane le vie battute dalla poesia.\u201d [1]<\/p>\n\n\n\n<p>Nella conclusione Calvino riportava in traduzione un suggestivo passo della recensione che Michel Serres aveva dedicato pochi mesi prima al libro di Prigogine e Stengers:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c \u2018Gli universalisti d\u2019una volta avvertivano la legge morale solo nelle notti di bel tempo: circostanza piuttosto rara sulle rive del Baltico\u2019, scrive Michel Serres. \u2018Finalmente si fa giorno su cose che io non posso prevedere, come non posso prevedere me stesso. Solo una pietra, un astro, uno sciocco possono essere, talvolta, prevedibili. Finalmente si fa giorno su un mondo circostanziale, differenziato, rischioso, improbabile, altrettanto concreto, variopinto, inatteso, e s\u00ec, bello, quanto quello che io vedo, sento, tocco, ammiro\u2019.\u201d&nbsp;[2]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2122\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8715-1440x958.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>(foto dell&#8217;autore)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le aperture prospettiche suggerite dal pensiero di Prigogine si sono sviluppate principalmente lungo due direttrici: quella della ricerca scientifica in senso stretto, che ha avuto il suo tipico sviluppo nella comunit\u00e0 scientifica, e quella \u201cumanistica\u201d della sua visione filosofico-scientifica che ha avuto anche una certa diffusione presso il pubblico non specialistico durante gli anni Ottanta e Novanta.<br>Possiamo tentare di delineare il quadro di riferimento nel quale si inserisce il pensiero filosofico di Prigogine partendo dalla testimonianza di Carlo Sini:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c \u2018Da pi\u00f9 secoli la nostra cultura occidentale vive, direi, sotto il dominio della dualit\u00e0, ed \u00e8 la dualit\u00e0 cartesiana. La si potrebbe forse chiamare dualit\u00e0 materia \u2013 spirito\u2019. Il franco riconoscimento di questo stato di cose da parte di un grande scienziato, di un premio Nobel, reca grandissimo conforto a chi ha a cuore l\u2019unit\u00e0 e la sensatezza davvero \u2018razionale\u2019 dell\u2019umano sapere; del resto, non a caso Prigogine, oltre che scienziato \u00e8 stato uno degli spiriti pi\u00f9 acuti e pi\u00f9 ricchi di interessi del&nbsp; secolo scorso. Lui stesso amava definirsi scienziato e umanista\u201d. [3]<\/p>\n\n\n\n<p>Molto esplicita \u00e8 anche la testimonianza personale di Bauman il quale fa risalire a Prigogine l\u2019ispirazione della sua celebre immagine della liquidit\u00e0 nelle strutture sociali:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFin da bambino sono stato affascinato dalla fisica. Poi sono diventato un sociologo e non un astronomo come sognavo. L&#8217;idea della modernit\u00e0 liquida mi \u00e8 venuta leggendo il fondamentale libro di Ilya Prigogine, Nobel per la fisica [sic], <em>The End of Certainty<\/em>. Prigogine parlava della debolezza dei legami tra le molecole dei liquidi contrapposta alla forza di questi legami nei corpi solidi\u201d. [4]<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito pi\u00f9 strettamente scientifico \u00e8 significativo il volume <em>Physics and the Ultimate Significance of Time <\/em>da David Ray Griffin nel quale sono riportati gli esiti del convegno che si era tenuto nel marzo del 1984 alla Claremont University (California) sotto gli auspici del <em>Center for Process Studies<\/em> al quale hanno partecipato David Bohm, Ilya Prigogine e diversi studiosi della scuola di filosofia del processo ispirata a Whitehead. Da quel dibattito emerge l\u2019idea di una importante fase di transizione e di un campo di ricerca quantomai aperto e fertile di ulteriori sviluppi. In questa prospettiva si riportano due brevi frammenti di quel dibattito dagli interventi dei due principali protagonisti. <\/p>\n\n\n\n<p>Prigogine sul ruolo dell\u2019irreversibilit\u00e0 del tempo: \u201cWe all know that we are going through an age of transition. It is therefore natural that we explore various directions and that no consensus has yet been reached. However, it seems to me that the role of time, of evolution, and therefore also of irreversibility and entropy is steadily increasing in importance. Moreover, I believe that irreversibility will indeed play an unifying role.\u201d [5]<\/p>\n\n\n\n<p>E&nbsp;David Bohm sulla relazione tra le sue idee e quelle di Prigogine: \u201cIt [laws in complex systems fundamental as physics and chemical laws in simple systems] is an important step toward wholeness in our thinking, insofar as it may lead us to see that the division between \u2018large\u2019 and \u2018small\u2019, and between \u2018simple\u2019 and \u2018complex\u2019, are of only a relative and limited kind of significance. [\u2026] Prigogine\u2019s suggestion of the primacy of internal time is very interesting and deserves a great deal of further development. [\u2026] I would like to suggest a certain relationship between Prigogine\u2019s ideas and my own notions on the implicate order. [\u2026] extend the implicate order such that it would imply a fundamental relationship between quantum mechanics and irreversible processes\u201d. [6]<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero della complessit\u00e0 che vede in Prigogine uno dei suoi iniziatori \u00e8, anche in anni recenti, un importante quadro di riferimento per gli studi sulla sostenibilit\u00e0 in ambito ecologico di Jennifer Wells (<em>Transformative Studies<\/em> presso <em>California Institute of Integral Studies<\/em>). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBut through simplicity we discover complexity. In fact, complexity theories present the attempt to do this at the next greater level of detail and sophistication. This is one way to explain that complexity in no way replaces science or the scientific process, but is merely a new, transformative, accretion of this process.\u201d [7]<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cToday\u2019s dominant knowledge paradigm and Anthropocene crisis are two sides of one coin: extant flaws of modern thought are part and parcel of the economic and political ideas and institutions driving both social and environmental global crises. Rosennean relational biology and Morinian complex thought shift the knowledge paradigm from modernity towards complexity, working to transcend the ontological flaws underlying the sciences to better grasp and address the social drivers of global crises.\u201d [8]<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 tralasciare la posizione di Luigi Zanzi che in numerose occasioni ha riconosciuto il valore del pensiero di Prigogine nella prospettiva di un nuovo umanesimo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cs\u2019impone con urgenza grave l\u2019esigenza di un nuovo \u2018umanesimo\u2019, di una visione dell\u2019uomo capace di rigenerare nel suo ideare e nel suo agire una nuova misura e un nuovo criterio d\u2019intesa nell\u2019interagire con la natura. [\u2026] Si tratta, pertanto, di mutare radicalmente e profondamente la comprensione del cosmo, intraprendendo una nuova \u2018rivoluzione scientifica\u2019 che, abbandonate le pretese di fare della natura un \u2018essere\u2019 consistente in una macchina deterministica assoggettabile ad un dominio meccanicistico di sfruttamento, si apra generosamente ad intendere la natura come un \u2018divenire\u2019 consistente in un\u2019incessante storia vivente, matrice inesauribile di sempre nuove e diverse forme di vita.\u201d&nbsp;[9]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2123\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_8716-1440x958.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>(foto dell&#8217;autore)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Al contempo le posizioni di Prigogine hanno attirato anche molte critiche, principalmente per il suo pensiero filosofico, un posto di rilevo spetta alla <em>querelle<\/em> [10] con Ren\u00e9 Thom del quale si riportano due brevi accenni:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl caso [&#8230;] \u00e8 un concetto affatto negativo, vuoto, e dunque spoglio di interesse scientifico; il determinismo invece \u00e8 un oggetto di affascinante ricchezza per quanti sappiano esaminarlo. Alquanto sbrigativamente nella Nuova alleanza s\u2019\u00e8 ritenuto di dover danzare sopra le spoglie del determinismo laplaceiano\u201d. [11]<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019addebito \u00e8 grave: noi glorifichiamo \u201coltraggiosamente\u201d il caso, il rumore, la fluttuazione. E la condanna \u00e8 commisurata all\u2019accusa: attitudine antiscientifica, propensione al confusionismo, apostolato della diserzione. Sentenza inequivocabile, ma dove sono le prove? Sentenza inequivocabile, ma dove sono le prove? Ho letto e riletto il testo di Ren\u00e9 Thom. Ho trovandovi soprattutto \u2013 e qui parlo unicamente a nome degli autori della<em> Nuova Alleanza<\/em> \u2013 dichiarazioni perentorie spiegabili soltanto con l\u2019atteggiamento emotivo dell\u2019autore.\u201d [12]<\/p>\n\n\n\n<p>La critica \u00e8 proseguita anche rimettendo in campo la poca stima di una parte del mondo scientifico nei confronti di Bergson:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 infatti detto che la freccia del tempo, cos\u00ec come essa figura nell\u2019esperienza soggettiva, sia un dato preliminare dal quale partire per sviluppare teorie aventi lo scopo di esplorare i processi naturali. \u2026 A meno che non si dia per vera la credenza secondo la quale Henri Bergson ha capito tutto quel che c\u2019\u00e8 da capire in proposito, come sembrano inclini a ripetere Ilya Prigogine e Isabelle Stengers in <em>Entre le temps et l\u2019\u00e9ternit\u00e9\u201d<\/em>. [13]<\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto che una generica critica di anacronismo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL&#8217;approccio di Prigogine alla complessit\u00e0 appare oggi utopistico e paradossalmente poco interdisciplinare. Voleva ridurre tutti i sistemi complessi a un unico schema, ma senza successo.\u201d [14]<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi anni prima invece Prigogine metteva l\u2019accento sulla comune appartenenza alla tradizione scientifica di vari scienziati al di l\u00e0 delle loro opinioni divergenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAl di l\u00e0 della loro opposizione, Bohr e Einstein appartenevano alla stessa cultura, quella da cui deriva anche <em>La nuova alleanza<\/em> e quella che riunisce, malgrado le loro divergenze, uno Jacques Monod, un Ren\u00e9 Thom, un Bernard d\u2019Espagnat. Accettare quella tradizione, il carico di significati che essa attribuisce alla scienza [\u2026] non significa affermare che quella tradizione sia superiore ad altre, ma riconoscerla come un\u2019eredit\u00e0 che ci individua.\u201d [15]<\/p>\n\n\n\n<p>La contrapposizione tra Thom e Prigogine \u00e8 sintetizzata a posteriori nel 2002 da Marcello Cini nella prefazione al libro di Tonietti sulla teoria delle catastrofi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cperch\u00e9 lo scontro tra Thom e Prigogine si \u00e8 risolto cos\u00ec rapidamente con la scomparsa di entrambi i contendenti, invece che con la vittoria dell\u2019uno o dell\u2019altro? La mia risposta \u00e8 che entrambe le teorie in competizione coglievano gli elementi indispensabili per \u2018guardare il mondo con occhi diversi\u2019, e rispondevano dunque a una profonda esigenza del mutato \u2018Spirito del tempo\u2019, ma entrambe avevano la pretesa di unificarlo riducendolo a un unico schema interpretativo. La pretesa di Prigogine di ricondurre tutta l\u2019evoluzione del mondo reale al \u2018principio di ordine mediante fluttuazioni\u2019 era altrettanto riduttiva e ideologica della pretesa di Thom di negare l\u2019evoluzione per congelarlo nella geometria delle sette catastrofi elementari.\u201d [16]<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso anno lo storico della fisica Antonino Drago ha confrontato criticamente il pensiero di Prigogine e di Cini a proposito della teoria del caos e dell\u2019approccio storiografico:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrigogine ha creduto di ampliare e rafforzare la sua alternativa al paradigma meccanicistico appoggiandosi alla teoria del caos, vista come ulteriore teoria antinewtoniana. [\u2026]&nbsp; Con questa mossa la base teorica di Prigogine si \u00e8 allargata, ma \u00e8 diventata ancor meno precisa. [\u2026] In definitiva, Prigogine non ha una chiara base strutturale, n\u00e9 nei rapporti tra le sue teorie di base, n\u00e9 nei fondamenti della sua teoria, vista secondo le due scelte fondamentali. Egli non si interessa di approfondire questi aspetti e va piuttosto a lavorare su singoli concetti usuali della fisica (irreversibilit\u00e0, tempo, ecc.), cio\u00e8 sulla fisica intesa soggettivamente.\u201d [17]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"http:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2124\" srcset=\"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/DSC_9068-1440x958.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>(foto dell&#8217;autore)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In anni piuttosto recenti alcuni studi hanno sostenuto l\u2019ipotesi di un significativo contribuito del pensiero di Prigogine alla svolta culturale ed ecologica che ha caratterizzato gli ultimi decenni del Novecento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jane Bennett nel suo <em>The Enchantment of Modern Life: Attachments, Crossings, and Ethics <\/em>[Princeton University Press] del 2001 considera che anche il pensiero di Prigogine faccia parte delle meraviglie della modernit\u00e0. In particolare la scienza di Prigogine non disincanta il mondo ma piuttosto afferma la favolosa variet\u00e0 dei modi di divenire degli oggetti di natura e afferma che i sistemi fisici continuano a possedere una sorta di intelligibilit\u00e0 perfino nei loro stati pi\u00f9 complessi ed indeterminati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio di Bennet \u00e8 stato poi citato da Dan Hicks nel suo <em>The Oxford Handbook of Material Culture Studies<\/em> [Edited by Dan Hicks and Mary C. Beaudry, Oxford University Press, 2010] nel quale la svolta verso la materialit\u00e0 \u00e8 considerata come un\u2019alternativa al puro culturalismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in ambito anglosassone, nello studio di Dorothea Olkowski <em>Postmodern Philosophy and the Scientific Turn <\/em>[Indiana University Press, 2012] trova ampio spazio l\u2019analisi del pensiero di Prigogine: il posto dell\u2019uomo, i processi irreversibili, l\u2019influenza della termodinamica del non equilibrio, la rottura della simmetria e la scienza dei flussi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studioso di trasformazione delle strutture della conoscenza e di studi culturali,&nbsp; Richard E. Lee, evidenzia, nel 2007, come si stesse attraversando un periodo di \u201cnuovo disordine mondiale\u201d, ovvero di fluttuazioni lontano dall\u2019equilibrio e come Prigogine lamentasse la mancanza di utopie nelle visioni dei futuri possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn this secular crisis of the structures of knowledge, the message for social scientists so convincingly conveyed by developments across the disciplines is that we are not living the \u2018new world order\u2019 but a transition period of \u2018new world disorder\u2019, a time of massive fluctuations far from equilibrium in the language of complexity studies. [\u2026] One answer then to how to proceed is that of individuating possible futures, or what Immanuel Wallerstein has called \u2018utopistics\u2019 (1998) and what Ilya Prigogine lamented as his fear \u2018of the lack of utopias\u2019.\u201d [18]<\/p>\n\n\n\n<p>Il filosofo della scienza estone Leo N\u00e4pinen ha tratteggiato il programma di revisione della scienza classica di Prigogine e ne ha tratto la conclusione sociale che \u00e8 necessario riconoscere una fondamentale indeterminatezza nella storia globale dell\u2019uomo e del mondo a causa del fenomeno dell&#8217;auto-organizzazione. [19]<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere \u00e8 significativo ricordare che nel maggio del 1999 \u00e8 stato organizzato dall\u2019Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e dal Centro Internazionale di Storia dello Spazio e del Tempo \u2013 Dipartimento di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova &#8211; il convegno internazionale <em>\u201cScienza, Storia, Societ\u00e0 \u2013 Il pensiero di Ilya Prigogine e la sua influenza nella cultura del Novecento\u201d<\/em> che ha messo in luce la vastit\u00e0 dell\u2019impatto del pensiero di Prigogine coinvolgendo figure di primo piano come Ervin Laszlo, Immanuel Wallerstein, Mauro Ceruti, Giulio Giorello e Isabelle Stengers. In particolare Laszlo, nel suo intervento <em>Bifurcations of Western Civilization<\/em>, ha mostrato come le propriet\u00e0 che caratterizzano i processi di biforcazione corrispondano bene ai requisiti della conoscenza storica, particolarmente per lo studio dei processi di crisi e trasformazione in storia. Il tema centrale del convegno, ovvero la portata e l\u2019influenza culturale del pensiero di Prigogine, \u00e8 stato esposto principalmente nell\u2019intervento di Violeta Guyot.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Nouvelle Alliance, n\u2019a pas seulement inaugur\u00e9 une autre histoire dela Physique, elle a aussi ouvert une nouvelle conception des connaissances scientifiques. Penser et cr\u00e9er dans la ligne marqu\u00e9e par cette perspective, exige \u00e0 l\u2019homme des sciences, \u00e0 l\u2019historien traditionnel et \u00e0 l\u2019\u00e9pist\u00e9mologue normatif, une mutation de sa rationalit\u00e9, aussi profonde que l\u2019a \u00e9t\u00e9 la r\u00e9volution copernicienne.\u201d [20]<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019editoria italiana, durante gli anni Settanta \u2013 Ottanta, Prigogine e Stengers furono coinvolti da Giulio Giorello per contribuire all\u2019ambizioso e innovativo progetto dell\u2019<em>Enciclopedia Einaudi. <\/em>La presenza di Calvino, a lungo collaboratore redazionale della casa editrice Einaudi, \u00e8 riconoscibile sullo sfondo nell\u2019impostazione labirintica, complessa e ipertestuale ante litteram del progetto. Ne scaturirono sette articoli: <em>Energia,<\/em>\u00a0 <em>Interazione, Ordine\/Disordine<\/em>, <em>Semplice\/Complesso<\/em>, <em>Soglia<\/em>, <em>Vincolo<\/em> tutti a doppia firma tranne uno, <em>Controllo\/Retroazione,<\/em> firmato anche da Nicolis.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco alcune frammentarie citazioni dagli articoli <em>Ordine\/Disordine<\/em> e <em>Semplice\/Complesso <\/em>che ben si inseriscono nel discorso qui sviluppato. Nel primo emerge il tema di una diversa concezione dell\u2019ordine e di un atteggiamento pi\u00f9 rispettoso della nuova scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn passato il clima, la pioggia e il bel tempo furono sinonimi di arbitrariet\u00e0 e d\u2019imprevedibilit\u00e0. Oggi si pu\u00f2 scorgere l\u2019ordine l\u00e0 dove sembrava regnare il disordine, ma si tratta dell\u2019ordine dei vortici e non di quello del cristallo. Ecco che si pone la questione: sar\u00e0 possibile realizzare l\u2019utopia? Sar\u00e0 possibile influenzare il futuro climatico del nostro pianeta? L\u2019ordine dissipativo apre la strada ad una scienza attiva di tipo nuovo, forse pi\u00f9 vicina alle scienze antiche, perch\u00e9 \u00e8 la scienza delle opportunit\u00e0, delle occasioni favorevoli, delle azioni sensate e non la scienza di un intervento che trasforma e che domina.\u201d [21]<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019articolo <em>Semplice\/Complesso <\/em>si mettono in luce alcune caratteristiche della complessit\u00e0 in quanto positivo valore della scienza e promettente prospettiva di interpretazione della natura:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl reale \u00e8 semplice, la complessit\u00e0 non \u00e8 che un\u2019illusione e i saperi che considerano complesso il mondo non appartengono alla scienza. Questa convinzione, che ha guidato alcuni dei fisici pi\u00f9 grandi, non \u00e8 una convinzione individuale soggettiva. Certo i successi effettivi, di alcuni dei quali si \u00e8 parlato sopra, possono indurre un entusiasmo quasi religioso, ma di fatto il mondo spopolato e deserto che un Einstein prende per oggetto della sua ricerca teorica si contrappone anzitutto al mondo sociale popolato di saperi, di pratiche, di questioni che la scienza accademica ha considerato parassita e rumoroso nel momento stesso della sua istituzione.\u201d [22]<\/p>\n\n\n\n<p>e continuano ulteriormente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe si tratti della biologia, con l\u2019importanza nuova assunta dalle questioni ecologiche, della fisica, o dello sviluppo di concetti formali che consentono di porre un problema identico su diversi registri (catastrofi, oggetti frattali, stabilit\u00e0 e fluttuazione, ordine attraverso il rumore, ecc.), oggi il problema non \u00e8 pi\u00f9 di ridurre la complessit\u00e0 o di evitarla, ma di cercare i mezzi per descriverla, di comprendere in qual modo l\u2019evoluzione verso un complessit\u00e0 crescente, ancora da definire, appartenga propriamente alla storia naturale della natura.\u201d [23]<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo volume dell\u2019<em>Enciclopedia<\/em>, pubblicato nel 1982, Jean Petitot ha poi ripreso con un certo distacco il tema del dibattito nel suo contributo conclusivo intitolato <em>Unit\u00e0 delle matematiche<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome hanno ben dimostrato Ilya Prigogine e Isabelle Stengers nella <em>Nouvelle Alliance<\/em>, ci\u00f2 che si gioca, molto al di l\u00e0 delle piccole polemiche fra studiosi, nel dibattito sulla teoria delle catastrofi, sulle strutture dissipative, ecc., \u00e8 l\u2019emergenza di una nuova filosofia naturale attraverso cui la parte maledetta della fisica classica fa ritorno, pur restando, dal punto di vista genealogico, nella storia di questa fisica.\u201d&nbsp;[24]<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione possiamo riconoscere questa nuova filosofia naturale come una significativa eredit\u00e0 del pensiero scientifico-filosofico di Prigogine che, a distanza di quarant\u2019anni dalla pubblicazione italiana de <em>La nuova Alleanza,<\/em> innerva in profondit\u00e0 la visione ecologica, assolutamente attuale e necessaria, del mondo contemporaneo. In particolare una concezione unitaria, olistica, della natura nella quale l\u2019uomo non\u00a0 \u00e8 \u201csolo nell\u2019immensit\u00e0 indifferente dell\u2019universo nel quale \u00e8 emerso per caso\u201d [25], come scriveva Monod nel 1970,<em> <\/em>ma \u00e8 invece in \u201cascolto poetico della natura \u2013 nel senso etimologico della parola, per cui un poeta \u00e8 un artefice &#8211; [\u2026] solo cos\u00ec possiamo partecipare al divenire culturale e naturale, perch\u00e9 questa \u00e8 la lezione che ci impartisce la natura, se vogliamo davvero ascoltarla.\u201d [26]<\/p>\n\n\n\n<p>Note:<\/p>\n\n\n\n<p>[1] Calvino Italo, <em>No, non saremo soli<\/em>, la Repubblica, 3 maggio 1980, pp. 16-17.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]<em> Ibidem.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>[3] Sini Carlo, <em>Prefazione<\/em>, in Zanzi Luigi, <em>La creativit\u00e0 storica della natura e l&#8217;avventura dell&#8217;uomo<\/em>, Jaca Book, Milano, 2014, p. 1.<\/p>\n\n\n\n<p>[4] Bauman Zygmut, intervista di Wlodek Goldkorn: <em>Zygmunt Bauman: &#8220;Io, sempre straniero, l&#8217;unico giudice \u00e8 la mia coscienza&#8221;<\/em>, la Repubblica, 18 novembre 2015.<\/p>\n\n\n\n<p>[5] Prigogine Ilya, in<em> Physics and the Ultimate Significance of Time,<\/em> David Ray Griffin editor, State University of New York Press, 1986, p. 258.<\/p>\n\n\n\n<p>[6] Ivi, pp. 261-263.<\/p>\n\n\n\n<p>[7] Wells Jennifer,<em> Complexity and Sustainability, <\/em>Routledge, New York, 2013, p. 162.<\/p>\n\n\n\n<p>[8] Wells Jennifer, <em>Mind the gap: Bridging the two cultures with complex thought<\/em>, Ecological Complexity, 35, 2018, p. 81.<\/p>\n\n\n\n<p>[9] Zanzi Luigi, <em>La creativit\u00e0 storica della natura e l&#8217;avventura dell&#8217;uomo<\/em>, Jaca Book, Milano, 2014, pp. 51-52.<\/p>\n\n\n\n<p>[10] La polemica inizi\u00f2 con un articolo di Thom pubblicato sulla rivista <em>Le D\u00e9bat <\/em>(R. Thom, <em>Halte au hasard, silence au bruit<\/em>, \u2018<em>Le D\u00e9bat<\/em>\u2019, 1980 (3), pp. 119-132), al quale Prigogine replic\u00f2 sulla stessa rivista (I. Prigogine, <em>Loi, histoire\u2026et d\u00e9sertion<\/em>, \u2018<em>Le D\u00e9bat<\/em>\u2019, 1980 (6), pp. 122-130) e fu poi conclusa sei anni dopo con gli articoli: di R. Thom, <em>Postfazione al dibattito sul determinismo<\/em>, (pp. 233- 245) e di I. Prigogine-I. Stengers, <em>La polemica sul determinismo, sei anni dopo<\/em>, (pp. 217-232), entrambi pubblicati nel volume in Krzysztof Pomian (a cura di), <em>La querelle du d\u00e9terminisme. Philosophie de la science d\u2019aujourd\u2019hui<\/em>, Gallimard, Paris, 1990, trad. it. Dario Formentin, <em>Sul determinismo. La filosofia della scienza oggi<\/em>,&nbsp; Il Saggiatore, Milano, 1991, che raccoglie anche gli articoli iniziali e altri interventi sul dibattito. Inoltre l\u2019argomento \u00e8 analizzato anche nell\u2019articolo di Francesco Crapanzano <em>Lo \u2018scalpo\u2019 di Laplace e la \u2018diserzione\u2019 della complessit\u00e0: la querelle Prigogine-Thom sul determinismo<\/em>&nbsp; \u2018AGON\u2019 ( ISSN 2384 \u2013 9045 ), n. 16, gennaio-marzo 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>[11] Thom Ren\u00e9, <em>Basta con il caso, taccia il rumore, <\/em>in Krzysztof Pomian (a cura di), <em>La querelle du d\u00e9terminisme. Philosophie de la science d\u2019aujourd\u2019hui<\/em>, Gallimard, Paris, 1990, trad. it. Dario Formentin, <em>Sul determinismo. La filosofia della scienza oggi<\/em>,&nbsp; Il Saggiatore, Milano, 1991, p. 60.<\/p>\n\n\n\n<p>[12] Prigogine Ilya, <em>Loi, histoire\u2026 et d\u00e9sertion<\/em>, <em>Le D\u00e9bat<\/em>, 1980 (6), p. 123, in Krzysztof Pomian (a cura di), <em>La querelle du d\u00e9terminisme. Philosophie de la science d\u2019aujourd\u2019hui<\/em>, Gallimard, Paris, 1990, trad. it. Dario Formentin, <em>Sul determinismo. La filosofia della scienza oggi<\/em>,&nbsp; Il Saggiatore, Milano, 1991, p. 85.<\/p>\n\n\n\n<p>[13] Bellone Stefano,<em> I nomi del tempo \u2013 La seconda rivoluzione scientifica e il mito della freccia temporale, <\/em>Bollati Boringhieri, Torino, 1989, p. 16 e nota 2.<\/p>\n\n\n\n<p>[14] Zecchina Riccardo, intervista di Fabio Pagan, Il Piccolo, Trieste, 3 giugno 2003.<\/p>\n\n\n\n<p>[15] Prigogine Ilya Stengers Isabelle, <em>Tra il tempo e l\u2019eternit\u00e0<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 1989, p. 19.<\/p>\n\n\n\n<p>[16] Cini Marcello, <em>Prefazione<\/em>, in Tonietti Tito, <em>Catastrofi<\/em>, nuova edizione, Dedalo, Bari, 2002, pp.10-11.<\/p>\n\n\n\n<p>[17] Drago Antonino, <em>Storiografia della fisica classica e teoria del Caos: Prigogine e Cini<\/em>, in M. Leone, A. Paoletti, N. Robotti .(eds.): <em>Atti XXII Congresso di Storia della Fisica e dell\u2019Astronomia<\/em>, (2002), Microart, Recco GE, 2004, pp. I 75-194.<\/p>\n\n\n\n<p>[18] Lee Richard E., <em>Cultural studies, complexity studies and the transformation of the structures of knowledge<\/em>, International journal of cultural studies, Volume 10(1): 11\u201320, 2007.<\/p>\n\n\n\n<p>[19] N\u00e4pinen Leo, <em>Ilya Prigogine\u2019s program for the remaking of traditional physics and the resulting conclusions for understanding social problems<\/em>, TRAMES, 2002, 6(56\/51), 2, 115\u2013140.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>[20] Guyot Violeta, <em>Ilya Prigogine: une r\u00e9volution copernicienne dans l\u2019histoire de la science et de l\u2019\u00e9pist\u00e9mologie, <\/em>convegno<em> Scienza, Storia, Societ\u00e0 \u2013 Il pensiero di Ilya Prigogine e la sua influenza nella cultura del Novecento, <\/em>in Scienza e Storia, Rivista del Centro Internazionale di Storia dello Spazio e del Tempo, n. 14, Brugine, 2001, p. 121.<\/p>\n\n\n\n<p>[21] Prigogine Ilya &#8211; Stengers Isabelle, <em>Ordine\/Disordine,<\/em> in Enciclopedia Einaudi, Giulio Einaudi editore, Torino, 1980, vol. 10, p. 105.<\/p>\n\n\n\n<p>[22] Prigogine Ilya &#8211; Stengers Isabelle, <em>Semplice\/Complesso,<\/em> in Enciclopedia Einaudi, Giulio Einaudi editore, Torino, 1981, vol. 12, p. 722.<\/p>\n\n\n\n<p>[23] Ivi, p. 727.<\/p>\n\n\n\n<p>[24] Monod Jacques, <em>Il caso e la necessit\u00e0<\/em>, Mondadori, Milano, 1970, pp. 171-172.<\/p>\n\n\n\n<p>[25] Prigogine Ilya &#8211; Stengers Isabelle, <em>La nuova alleanza &#8211; Metamorfosi della scienza<\/em>, Giulio Einaudi editore, Torino,1981, p. 288.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":2126,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[229],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2098"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2098"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2130,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2098\/revisions\/2130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collettivoepidemia.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}